Digital History Blog

STORIA DIGITALE: SAPERE STORICO E INSEGNAMENTO DELLA STORIA

L’Archivio Alinari

novembre 15, 2012
Giulia Lippolis

Una storia lunga 150 anni raccontata attraverso le immagini.

Ecco come può essere letto il progetto Alinari Storia d’Italia, una valida risorsa nata dalla collaborazione tra Università degli Studi di Milano, IULM e la fondazione Fratelli Alinari.

Il sito è suddiviso in quattro aree tematiche: politica e istituzioni, vita quotidiana, paesaggi e territori, cultura e scienza. Ogni area tematica è suddivisa in percorsi, generalmente composti da una galleria di immagini e dei testi esplicativi.

Il portale è stato creato prestando particolare attenzione all’attività didattica. All’interno del sito, infatti, per ogni percorso è disponibile un laboratorio:

  • Italia in posa: un’attività legata all’utilizzo di immagini del Risorgimento per la creazione di un foto-memory;
  • L’album di famiglia con l’obiettivo di riflettere sulla propria comunità di amici e parenti attraverso la fotografia;
  • Obiettivo sulla città: attività che tramite cui di utilizzare immagini storiche delle città per creare cartoline;
  • Gli alchimisti della luce che permette di sperimentare la camera oscura.

Ad ogni laboratorio è associato un breve saggio introduttivo e l’attività didattica vera e propria. Per ogni attività è specificato l’obiettivo, la durata, il materiale necessario, la descrizione e dei suggerimenti per svolgere l’attività in modo autonomo.

Per ogni attività è possibile scaricare un pdf consultabile liberamente in cui sono disponibili delle domande e degli spunti di riflessione.

Bacheca | Timeline Garzanti & la storia nel web

novembre 9, 2012
Giulia Lippolis

Timeline

Questa applicazione realizzata da Garzanti per iPad e scaricabile dall’Apple Store, raccoglie su una timeline oltre cinquemila anni di storia.

La timeline è organizzata in due parti. In quella superiore ci sono i personaggi, suddivisi tra personaggi storici, scrittori e letterati, artisti e architetti, filosofi, musicisti, scienziati e inventori. Cliccando su ogni personaggio è possibile visualizzare una breve biografia.

Nella parte inferiore ci sono gli eventi distinti per area geografica (mondo, Europa, Italia). Cliccando su ogni voce appare una cronologia dettagliata del periodo preso in considerazione. Su Youtube un video mostra le principali caratteristiche dell’applicazione.

Il periodo storico che abbraccia e la sua organizzazione, lo rendono uno strumento molto utile per avere sempre sotto controllo la cronologia degli avvenimenti principali per la storia dell’uomo e per fare confronti multidisciplinari. Al contrario, è pressoché nulla la possibilità di interazione da parte dell’utente. L’applicazione è solo sfogliabile, non permette di segnalare come preferiti dei risultati di ricerca, né tantomeno di creare delle timeline personali, come invece fa Timerime.

Europa e Media: la storia nel web. 

Domani, sabato 10 novembre, a Bologna presso l’Istituto Parri, si svolgerà la conferenza “Europa e Media: la storia nel web”.

Dopo una breve introduzione della ricerca, durante tutta la giornata si susseguiranno gli interventi volti all’analisi dei primi risultati in Italia, Francia, Gran Bretagna, Slovenia, Ungheria, Spagna, Grecia.

Tra i vari relatori vi segnaliamo Serge Noiret, con l’intervento La storia digitale. Storia e memoria alla portata di tutti e Piero Grandesso con La storia su Wikipedia. Pierre Sorlin concluderà la giornata.

L’Istituto Luce nel Web

novembre 2, 2012
Giulia Lippolis

A luglio l’Istituto Luce ha aperto un proprio canale YouTube in cui raccoglie trentamila video che arrivano direttamente dagli archivi di Cinecittà.

Il vero esordio dell’Istituto Luce sul web, però, è precedente. Da tempo, infatti, è disponibile in rete un archivio storico consultabile online.

Il sito raccoglie l’archivio fotografico, l’archivio cinematofrafico e la sezione Percorsi, cioè degli accessi tematici alle risorse, dei macro argomenti -“Le regioni d’Italia”, “La Casa del Cinema” e “La Camera dei Deputati”, raccontati attraverso le fonti dell’archivio.

Le prime due sezioni raccolgono 200.000 schede catalografiche, 4.000 ore di filmati, 400.000 fotografie tra le quali è possibile cercare per semplici parole chiave o effettuando una ricerca avanzata, che permette di catalogare i risultati in base a parametri come tema, anno, luoghi…

Un’altra possibilità è quella di cercare tramite directory come Arte e Cultura,  Economia, Cronaca, Storia…

Una descrizione del soggetto della fonte è associata ad ogni immagine oppure ad ogni video non più presente in archivio come, per esempio, succede per i primi 50 numeri del cinegiornale andati distrutti e non più disponibili.

Uno studio approfondito di questa risorsa ci permette di capirne le potenzialità, non solo per quanto riguarda la ricerca, ma soprattutto in ambito educativo. In particolare si potrebbero proporre, per esempio attività didattiche dedicate alla costruzione di nuovi Percorsi, magari in forma ridotta, ma simili a quelli presentati nella sezione del sito dedicata. Su Visionando nella storia, invece, è presente una proposta didattica che riguarda la Marcia su Roma.

Conoscevate già questa risorsa? Quali altre idee vi vengono in mente? Scrivete le vostre proposte nei commenti.

Bacheca | Storify & History online

ottobre 30, 2012
Giulia Lippolis

Nella bacheca di oggi, vi segnaliamo uno strumento utile per la ricerca e un social network che aiuta a riorganizzare le informazioni presenti in rete su un determinato argomento.

History on line

Il portale History on line  contiene più di 53.000 fonti, tra cui  le pubblicazioni di libri e articoli di riviste di carattere storico (aggiornati con cadenza mensile), tesi universitarie, progetti di storia digitale, notizie su fonti di finanziamento per i ricercatori. Si può navigare nel sito utilizzando le diverse sezioni (Books, Journals, Grant, Project…) oppure ricercando tramite parola chiave e autore. Una sezione molto interessante è quella che permette la ricerca di strumenti digitali specificandone, per esempio, categoria, scopo o sistema operativo.

Storify

In un epoca in cui gran parte delle ricerche viene fatta online, Storify potrebbe rappresentare un importate strumento

educativo proprio per raccogliere immagini, citazioni e fonti verificate da condividere tra studenti o tra studenti e professori. Storify, in sostanza, consente agli utenti di raccontare le loro storie attraverso contenuti raccolti sul web.

Per utilizzare il servizio, basta registrarsi con un account (o collegarlo al proprio attuale account Facebook o Twitter) e iniziare a creare. Storify ha due pannelli di interfaccia che consentono di raccogliere contenuti da una parte, e quindi di trascinare sul secondo pannello quello della storia che si sta creando, solo i contenuti che si desidera utilizzare.

Il suo utilizzo è ancora molto ristretto, ma esistono già esempi significativi delle sue potenzialità. Abbiamo scelto una storia realizzata su Eric Hobsbawm e un’altra incentrata sull’influenza di Walt Disney sul cinema hollywoodiano.  Ci sono sembrati degli ottimi esempi di come sia possibile aggiungere analisi e commenti alle fonti presentate attraverso questo nuovo social network.

Su Youtube, invece è presente una buona guida introduttiva a questo strumento.

La storia nell’era dell’accesso

ottobre 27, 2012
Giulia Lippolis

Come anticipato nel post precedente, lunedì ho partecipato alla conferenza “La storia nell’era dell’accesso” organizzata da Diacronie all’interno del programma della Festa internazionale della Storia a Bologna.

Comincio con l’anticiparvi che é stato un incontro davvero molto interessante, che è partito con l’introduzione di Deborah Paci e Elisa Grandi e con l’analisi di alcuni contributi presenti nel decimo numero della rivista Diacronie. Sono seguiti gli interventi di Tommaso Detti e Serge Noiret.

Uno dei temi affrontati riguarda l’identità della Digital History. Nel corso del dibattito, si sono delineate due diverse modalità di interpretare i rapporti tra storia e digitale.

La prima, vede la Digital History non come un sottoinsieme della disciplina storica, ma come una sorta di “cassetta per gli attrezzi”, cioè un contenitore di nuovi strumenti utili che supportano o migliorano l’analisi delle fonti, l’esposizione dei risultati della ricerca storica e la conversazione tra la comunità degli scienziati oppure tra gli scienziati e utenti non specializzati in ambito storico.

Una seconda visione, ben interpretata da Serge Noiret, mette in evidenza come un approccio digitale alla storia pone il problema dell’elaborazione dei nuovi contenuti, di una nuova storiografia.

Come sottolinea anche nel suo articolo a commento dell’evento, se in precedenza l’analisi delle fonti era ciò che determinava e caratterizzava il mestiere dello storico, i nuovi contenuti veicolati o creati grazie agli strumenti digitali, richiedono un’analisi diversa e nuova, e di conseguenza l’acquisizione di un “metodo critico per la storia in rete”, che tenga conto delle caratteristiche proprie degli strumenti e delle fonti digitali, che sia in grado di analizzare e catalogare le informazioni grazie ai meta-dati, di determinare la provenienza di contenuti e la loro originalità. Insomma

Stiamo assistendo ad una nuova era scientifica per le Scienze Umane e Sociali con i cambiamenti radicali nell’uso degli strumenti, le nuove pratiche ed i nuovi metodi che si applicano a nuovi paradigmi epistemologici derivati dalle nuove fonti disponibili nella rete. Si sviluppano nuovi approcci necessariamente interdisciplinari, si praticano nuove forme di interscambi delle conoscenze con i nuovi media e le nuove tecnologie, si devono pensare nuove forme di valutazione degli oggetti scientifici in formato digitale. (Serge Noiret)

Anche Tommaso Detti ha sottolineato come i cambiamenti portati dal digitale hanno già avuto grandi effetti sul lavoro dello storico. Riallacciandosi al concetto di narrazione come mezzo attraverso il quale lo storico espone i risultati dei suoi studi, il relatore ha posto in evidenza come la Digital History modifichi un aspetto fondamentale della narrazione stessa: la linearità sequenziale.

Un ulteriore aspetto molto importante è la questione delle fonti. I documenti digitali, che siano testi scritti direttamente in digitale o semplicemente una trasposizione di documenti cartacei, pongono una serie di problemi, primi tra tutti quelli di autenticità e attendibilità.

Gli strumenti digitali, per esempio, permettono di duplicare un file più volte, fino a rendere impossibile la distinzione tra originale e copia. Inoltre un documento digitale, che sia un testo o una fotografia, può essere modificato con molta facilità.

Proprio per questi motivi, sempre secondo Tommaso Detti, uno dei primi effetti sul mestiere di storico può essere quello dell’acquisizione di una metodologia filologica applicata alla ricerca storica.

Blog su WordPress.com.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: