Digital History Blog

STORIA DIGITALE E ALTRE STORIE

Il Bollettino di Clio N.23 – Sul fascismo

Luglio 28, 2025
Dalla Redazione

PERCHE’ STUDIARE ANCORA IL FASCISMO?

Negli ultimi anni si è assistito ad un’intensa ripresa degli studi e delle discussioni pubbliche sui caratteri del fascismo e sulle sue possibili definizioni o ridefinizioni, anche sulla scorta della diffusione nelle nostre società di forme di populismo autoritario, di neofascismo o postfascismo.

Perché è importante studiare il fascismo e perché, più in generale, è necessario studiare la storia. Lo ha scritto in varie occasioni lo storico Emilo Gentile sostenendo che “una conoscenza sempre più realistica e complessa della natura del fascismo, nei suoi molteplici aspetti, come fenomeno situato nel tempo e nello spazio, e non come mera denominazione verbale di un’entità metastorica che trascende il tempo e lo spazio” è il presupposto per fare i conti con quella esperienza storica ed è un grimaldello per riflettere “sulla natura della politica nell’epoca della modernizzazione e della società di massa, sul ruolo dell’individuo e della collettività, sul significato della modernità, sulla fragilità della libertà e della dignità umana, e sull’aggressività della volontà di potenza”. (E. Gentile, Fascismo. Storia e interpretazione, 2002)

Lo storico del fascismo torna a ribadirlo nell’intervista che apre il nuovo numero della rivista on line Il Bollettino di Clio, pubblicato a cura dell’associazione di insegnanti e ricercatori sulla didattica della storia Clio ’92.

La conoscenza critica del passato è lo sviluppo di una personalità razionale e realistica, che non si ritrae mai dal capire come e perché sono accaduti certi fenomeni, anche i più orrendi e ripugnanti alla nostra coscienza soggettiva, così come uno studioso del cancro non si ritrae dall’indagare le sue manifestazioni più distruttive”.

Numerosi gli storici che hanno contribuito ad arricchire questo numero della rivista su temi di rilevanza storiografica e sulle possibili connessioni con il Presente. Non mancano contributi di natura didattica didattiche. Il fascismo non è infatti uno dei tanti argomenti della storia del Novecento, un capitolo del manuale da conoscere come gli altri. La crisi delle democrazie liberali, il nuovo protagonismo della “destra radicale” e l’avanzata dei regimi autoritari nel contesto politico attuale richiedono di ragionare su quel periodo anche per comprendere se e come esso possa essere uno strumento di analisi del presente.

Il Bollettino, curato da Giuseppe di Tonto e Saura Rabuiti, si chiude con le rubriche di letture, spigolature e controcopertina.

La rivista, consultabile gratuitamente, può essere scaricata al seguente indirizzo:

https://www.clio92.org/…/bollettino-n.23-fascismo…

Public History

Agosto 29, 2022
Dalla Redazione

INTERVISTA A SERGE NOIRET DELLA RADIO TELEVISIONE SVIZZERASi è discusso molto in questi ultimi anni di public history: libri, convegni, corsi universitari, master post universitari hanno contribuito a diffondere questo nuovo filone della storiografia che tanto interesse e seguito riscuote tra i lettori di storia e tra i ricercatori italiani e stranieri.

In Italia il merito maggiore di questo successo va attribuito all’AIPH (Associazione Italiana di Public History) nata nel 2016 per promuovere il dibattito nazionale e internazionale tra i Public Historians.

In occasione della Conferenza regionale della Public History in Piemonte, svoltasi al Polo del ‘900 il 7 maggio 2018, è stata presentata e discussa pubblicamente la bozza del Manifesto della Public History italiana.

Recentemente la Radio Televisione Svizzera ha intervistato il Presidente dell’AIHP Serge Noiret  per un aggiornamento sui temi della Public History. L’intervista curata dalla giornalista Daniela Fabello pone domande sulle principali problematiche di questa nuova forma di storia e Noiret, con estrema efficacia, risponde parlando dell’origine della Public History e dei bisogni dai quali nasce, del rapporto con la storia accademica, della contaminazione tra presente e passato che la Public History sostiene, del nuovo profilo del public historian e delle differenze con la figura dello storico tradizionale e infine della Public History come atto di resistenza alla storia narrata ufficiale.

Un’occasione da non perdere.

Il Bollettino di Clio N. 15 – Utilità e inutilità della storia

Luglio 7, 2021
Dalla Redazione

Utilità della storia

 

PERCHÉ DOBBIAMO STUDIARE LA STORIA

A cura di Giuseppe Di Tonto

E’ una domanda che spesso viene posta dagli studenti ai docenti di storia Essa nasconde altri interrogativi certamente non retorici: a cosa serve studiare la storia? Ci servirà a qualcosa da adulti nella nostra vita futura?

La domanda, che potrebbe essere proposta come epigrafe di questo numero de Il Bollettino di Clio, ci riporta alla memoria un analogo quesito al quale cercò di rispondere Marc Bloch nel suo libro Apologia della storia o mestiere di storico. La risposta che lo storico proponeva in quel testo, diventato un classico della metodologia storiografica, era rivolta ai dotti e agli scolari e tuttavia non ha esaurito i termini del problema, se è vero come è vero che negli ultimi anni l’attenzione degli storici è ritornata sul tema.

Ci proviamo anche noi, in questo numero, a ragionare sulla utilità e inutilità della storia, alla luce dei mutamenti della società e delle forme della comunicazione storica, intrecciando problemi metodologici, esperienze didattiche e letture storiografiche.

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“TRASMISSIONI”: UN EVENTO IN STREAMING SULLA CULTURA DIGITALE”

Febbraio 4, 2021
Dalla Redazione

E’ in corso a partire dal 4 febbraio l’evento “Trasmissione”: testimonianze, esperienze e azioni artistiche dedicate alla trasmissione del patrimonio e della memoria in epoca digitale.
L’evento è realizzato da AGO Modena Fabbriche Culturali, Uno spazio di dialogo tra sapere scientifico e sapere umanistico.
La manifestazione in streaming è aperta oggi alle 18.00 dall’incontro con il designer e storico americano Jeffrey Schnapp che si soffermerà sul tema “Libri e giornali ai tempi della digitalizzazione: come cambia il nostro modo di leggere (e pensare)” Segui lo streaming https://www.agomodena.it/it/livestreaming/
Gli incontri successivi avranno come protagonisti lo storico statunitense Robert Darnton e il filosofo Maurizio Ferraris, seguirà una conversazione sul futuro dei musei (con Martina Bagnoli, Riccardo Falcinelli, Gianfranco Maraniello) e un intervento di Adriano Prosperi su come mutano le modalità di registrazione della memoria.
Seguiremo con interesse l’evento e commenteremo i vari interventi.
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