Digital History Blog

STORIA DIGITALE: SAPERE STORICO E INSEGNAMENTO DELLA STORIA

IL BOLLETTINO DI CLIO N. 13 SULLA STORIA DELLA FAMIGLIA.

Agosto 1, 2020
Dalla Redazione

FamigliaCervi

La famiglia Cervi

Siamo lieti di annunciare la pubblicazione del numero 13 della rivista Il Bollettino di Clio edito dall’associazione insegnanti e ricercatori sulla didattica della storia Clio ’92.

Questo numero de Il Bollettino di Clio è dedicato alla storia della famiglia, un tema che riteniamo importante affrontare sia perché molti studiosi, non solo storici, negli ultimi decenni hanno utilizzato per le loro ricerche nuove fonti e nuovi schemi interpretativi, sia perché il dibattito pubblico sulla famiglia è, in Italia, oggetto di controversie etiche, scontri politici e conflitti ideologici che la scuola non può ignorare.

Il numero è stato progettato e realizzato prima, durante e dopo la fase più acuta della crisi pandemica del Covid-19 dalla quale, purtroppo, non possiamo dire di essere ancora usciti. Questo evento di portata planetaria, insieme ad un numero paurosamente alto di morti e di contagiati, ha avuto e continua ad avere effetti devastanti sull’economia, sull’occupazione, sulla scuola, sull’infanzia, sulle donne, sugli uomini, sugli anziani, sulla nostra vita quotidiana e quindi anche su quella struttura sociale che si suole definire con il nome famiglia.
Originariamente l’intenzione era quella di descrivere lo sviluppo e le trasformazioni della famiglia nel corso della storia fino ai giorni nostri. Ma poi, in relazione a quanto stava accadendo, abbiamo invertito la linea del tempo, partendo dal presente, per ricostruire a ritroso le trasformazioni della famiglia con la collaborazione di esperte ed esperti di discipline diverse (storia, sociologia, antropologia, demografia), per avere un quadro più ampio delle trasformazioni in senso diacronico e in riferimento al presente.

Hanno contribuito a questo numero (in ordine di presentazione): Chiara Saraceno, Maria Castiglioni, Gian Piero Dalla Zuanna, Cesarina Casanova, Daniela Lombardi, Marina Garbellotti, Ilaria Porciani, Angiolina Arru, Maurizio Quilici, Piergiorgio Solinas, Natalia Aspesi, Michelangela Di Giacomo, Chiara Petrucci, Silvia Ramelli, Anna Aiolfi.

L’intervista a Chiara Saraceno è stata curata da Giuseppe Di Tonto e Saura Rabuiti

Le recensioni sono state redatte da Ernesto Perillo, Livia Tiazzoldi, Saura Rabuiti.

La rubrica Spigolature è stata curata in questo numero da Gabriella Bonini

Anche questo numero della rivista è stato possibile per la disponibilità, la passione, la competenza che ciascuna delle persone coinvolte e a cui lo abbiamo chiesto hanno condiviso con noi a questo progetto. Siamo contenti di poterlo mettere a disposizione di studenti, docenti, ricercatori, che hanno come noi a cuore la storia e il suo insegnamento.

Direttore responsabile

Ivo Mattozzi

Redazione
Giuseppe Di Tonto
Vincenzo Guanci
Saura Rabuiti
Ernesto Perillo


Il numero può essere liberamente scaricato all’indirizzo web https://www.clio92.org/wp-content/uploads/2020/07/BollettinoNS26Luglio2020.pdf

28 GIUGNO 1914. L’ATTENTATO DI SARAJEVO E L’INIZIO DEL “SECOLO BREVE”

Giugno 26, 2020
Dalla Redazione

CALENDARIO CIVILE

Attentato di Sarajevo

Francesco Ferdinando, erede al trono austro-ungarico, in visita ufficiale insieme a sua moglie Sofia nella capitale della regione che nel 1908 era stata annessa da Vienna, sta sfilando con il corteo di auto per le strade di Sarajevo.

Il 28 giugno non era la data più giusta per una visita in Bosnia. I nazionalisti serbi ricordavano in quella giornata la storica sconfitta del 1389, in Kosovo ad opera dei Turchi, che avrebbe posto fine all’impero serbo e avviata l’integrazione nell’impero ottomano. La visita dell’arciduca veniva quindi considerata una provocazione dalle forze nazionaliste che si battevano contro la presenza degli austriaci nei Balcani e per l’indipendenza degli Slavi del Sud.

Per questo motivo l’associazione Mano nera, associazione nazionalistica non priva di contatti con il governo serbo ufficiale, che si batteva per la liberazione dal dominio straniero aveva deciso di organizzare un attentato tirrannicida.

Gli attentatori, sette per la precisione, erano schierati lungo il percorso. Tra questi Gavrilo Princip, un giovane studente che per una serie di coincidenze casuali fu consegnato alla storia come il responsabile principale dell’attentato. Tocco infatti a lui, dopo una serie di tentativi concitati andati a vuoto da parte dei componenti del gruppo, sparare i due colpi di pistola che ferirono a morte l’arciduca e sua moglie.

Questo episodio avrebbe messo in moto un processo che in brevissimo tempo avrebbe condotto alla dichiarazione di guerra alla Serbia e con la reazione di altri stati europei allo scoppio della prima guerra mondiale. Cominciava in quel momento, secondo l’interpretazione dello storico Eric Hobsbawm, il cosiddetto secolo breve (1914-1991): Il Novecento.

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STATI GENERALI: UN FATTO, UN FATTO STORICO O UN EVENTO?

Giugno 16, 2020
Dalla Redazione

PUBLIC HISTORY

statigenerali1

In questi giorni si discute diffusamente di Stati generali, quelli che il governo italiano ha promosso a Roma nelle meravigliosa Villa Doria Pamphili, alla presenza fisica o virtuale di autorità italiane ed europee, che dovranno discutere per più giorni sulle più opportune soluzioni per uscire dalla crisi che affligge l’Italia e non solo. Quello che è stato definito un evento.

Ma non è di politica che intendo parlare, piuttosto dell’uso linguistico della parola evento usata per questa occasione. Con tale termine il vocabolario Treccani definisce in senso storico un “avvenimento, caso, fatto che è avvenuto o che potrà avvenire” o secondo altre accezioni “manifestazioni di grande importanza che attirino il pubblico”. Altri significati del termine riguardano ambiti più specialistici come il diritto, la fisica o la scienza probabilistica.

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PERCORSI DI APPROFONDIMENTO: INSEGNARE STORIA – 5

Giugno 10, 2020
Dalla Redazione

LE FONTI

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La quinta lezione del percorso Insegnare storia è dedicata alle fonti storiche. L’autore parte dal concetto di tracce intese “come “la massa sterminata di “cose”, che è a disposizione di chi ha bisogno di informazioni sul passato”. Tali tracce grazie al lavoro dello storico si trasformano in fonti di informazioni e quindi in documenti a sostegno della ricostruzione storica. Attraverso molteplici attività pratiche e cognitive compiute dallo storico e descritte in questa lezione si arriva alla trasformazione delle tracce in fonti.

Di notevole interesse didattico è l’analisi che l’autore fa del differente approccio alle fonti così come si riscontra nei manuali scolastici nei quali “ogni riferimento alle fonti praticamente scompare dai testi storiografici” negando in questo modo ogni possibilità “critica dell’uso delle fonti e delle informazioni fatte dallo storico.”

Nei suggerimenti bibliografici non vanno trascurati alcuni testi, Vitali (2004) e De Luna (2004) che affrontano il tema delle nuove fonti per lo storico nell’era digitale.

Il testo è a cura di Ivo Mattozzi

Buona lettura

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