Digital History Blog

STORIA DIGITALE: SAPERE STORICO E INSEGNAMENTO DELLA STORIA

TIME MACHINE EUROPE: BIG DATA E ANALISI DEL PASSATO

Maggio 22, 2020
Dalla Redazione

STORIA DIGITALE

IL PROGETTO DI UN MOTORE DI RICERCA EUROPEO SULL’ARTE E LA STORIA

time-machine-official

Un recente articolo di Carlo D’Elia pubblicato sulla rivista Wired (28 febbraio 2020) riporta la notizia dell’avvio del Progetto Time Machine, finanziato dall’Unione Europea, con lo scopo di realizzare un motore di ricerca capace di “accedere alle informazioni su persone e luoghi del passato”.  Musei, archivi storici e biblioteche lavoreranno nei prossimi anni alla digitalizzazione di documenti e libri. La successiva estrazione di masse di dati (Big Data), fino ad ora trascurati, rielaborati con le tecniche dell’intelligenza artificiale consentiranno “interpretazioni più ricche del nostro passato”.

L’output della rielaborazione dei dati consisterà nella rappresentazione di luoghi esplorabili in realtà virtuale, alla quale si aggiungerà una quarta dimensione quella  temporale che di quella rappresentazione ne traccerà l’evoluzione.

L’abbinamento di dati di ogni tipo e in così gran numero, consentirà anche di disegnare  profili di personaggi chiave, di dinamiche sociali e trend economici fino ad ora insperabili per uno storico.

La combinazione di tecniche di intelligenza artificiale con i Big Data, insieme alla competenza umana, sembrano aprire la possibilità di riconsiderare criticamente le interpretazioni storiche già esistenti. Per fare un esempio già oggi un sistema di lettura di documenti basato sull’intelligenza artificiale, applicato a diverse centinaia di migliaia di documenti, permette di mettere in discussione  l’attribuzione di opere testuali e artistiche. Ma siamo solo all’inizio di questo nuovo percorso di ricerca.

 

Presentazione del Progetto Time Machine Europe

L’università Ca’ Foscari di Venezia è entrata nel progetto per la costruzione di una Time Machine locale con l’intento di realizzare una ricostruzione 4D della Laguna con uno sguardo temporale che va dall’anno Mille al Duemila.

L’idea di poter gestire una massa così estesa di dati, con esiti di conoscenza imprevedibili e difficilmente raggiungibili con metodi tradizionali, può creare un disorientamento che, a dire il vero, non è molto diverso da quello provato dagli uomini in epoche lontane di fronte ad innovazioni rivoluzionarie, si pensi all’introduzione della stampa a caratteri mobili di Gutenberg, alle diverse rivoluzioni nei trasporti e in età contemporanea ai cambiamenti prodotti nella comunicazione dalla rete Internet.

L’inquietudine sarà assorbita quando impareremo a gestire i big data e ad adottare nuove pratiche di ricerca e di organizzazione del sapere.

 

 

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